
Pianeta Pesca - Numero 2 - febbraio 2012
Pesca alla passata
La guerra fredda
Ai cinquanta all’ora percorro gli ultimi chilometri fuori dal casello di Occhiobello, la nebbia è piuttosto fitta stamattina e condensa sugli specchietti ghiacciando. La bassa ferrarese si stropiccia gli occhi, sbadiglia ancora sotto la coperta di caligine, ma il bar brilla come un faro in tutto questo biancore.
Varco la soglia con un tempismo eccezionale, mi trovo in mezzo ad una discussione tra la padrona e la ragazza che lavora in pasticceria. Devo essere il primo cliente. La padrona è sui quaranta, mi rivolge un mezzo sorriso di circostanza come a dire: “Adesso arrivo!”. La ragazza della pasticceria, nella sua cuffietta bianca con il vestitino striminzito che ne fascia le forme, dev’essere sui venticinque, si gira distratta, ma non mi nota. Devo ammettere che gli ho dato un’occhiata molto più che fugace, soffermandomi sul vedo e non vedo della scollatura, Piero direbbe che “è di serie A”. Io, più semplicemente, che è una gran gnocca.
Oggi non c’è Piero, mi è balzato alla mente perché l’ultima canzone che ascoltavo in macchina era proprio “La guerra di Piero”. Ma quanto mi piace il Faber! Dopo qualche minuto, la discussione tra le due donne è ancora accesa, si girano entrambe: la padrona esordisce con un: ”Buongiorno, mi scusi sa, dicembre è sempre un periodo un po’ concitato, siamo sempre pieni di problemi, come posso aiutarla?” Sono quasi divertito dalla discussione e poi la ragazza è così carina che spero torni nel retro bottega il più tardi possibile. Sto per rispondere con il solito “Cappuccino e cornetto”, tuttavia, la vena di spiritosaggine che mi coglie al pensiero di Piero prende il sopravvento e quel “cappuccino e cornetto” si trasforma in: “Sono il signor Wolf e risolvo problemi”. La signora mi guarda strabuzzando gli occhi, l’importante e che la ragazza si faccia una mezza risata alle sue spalle… come infatti accade.
Mi correggo poi dicendo: “Mi scusi non ha mai visto Pulp Fiction?” La signora più seccata che sorpresa risponde: “No. Mi scusi. Ma lei sta bene?” Il cervello continua ancora a dire “cappuccino e cornetto” la pazzia invece, dipana ancora un filo della matassa mattutina: “Ma certo che sto bene, che gentile a preoccuparsi, giusto un po’ di tosse la settimana scorsa, ho fatto qualche giorno a casa, ma ora sto una favola e lei? Tutto bene ? La trovo in forma sa?” La signora, a questo punto si gira e guarda la ragazza che ride oramai palesemente: “Ma tu conosci 'sto fenomeno?”le chiede.
La ragazza fa di no col capo. Nel frattempo è arrivato il pubblico, ci sono due anziani che sono venuti a fare colazione, a occhio sono in pensione da qualche anno vista l’andatura riposata, un sottile senso di invidia mi coglie impreparato al pensiero che a me toccherà crepare lavorando. Scorgo l’auto di Sergio che parcheggia accanto alla vetrina, è ora di finire di fare il buffone.
Mi giro verso la signora, la ragazza è rientrata nel retrobottega, finalmente, la ragione prende il sopravvento: ”Cappuccino e cornetto, con la marmellata, grazie”. La barista fa una smorfia, so che m’ha dato del matto tra sé e sé. La guerra di Piero mi torna ancora in mente: “...dritto all'inferno avrei preferito andarci in inverno.” Sarò pur matto, ma pure al Faber piaceva di più l’inverno. Matto. Chi non lo è un pochino per iniziare l’ennesima guerra col fiume quando c’è questo tempo? Sarà una guerra fredda.