
Pianeta Pesca Mare - Numero 10 - ottobre 2010
Itinerario
Lampione, l'ultimo scoglio
Ed eccoci a Lampione. A prima vista sembra una normale isola ma, in effetti, ci troviamo in un posto fuori dal mondo. Fuori dal mondo per la varietà dei fondali, per la tipologia delle specie ittiche presenti e, soprattutto, per il fatto che il livello di pescosità è arretrato di circa una cinquantina d'anni rispetto al resto d'Italia. E sono davvero pochi i posti dove, ancora oggi, si può andare a pescare con la certezza di divertirsi.
Per raggiungere Lampione bisogna necessariamente fare base a Lampedusa. Uscendo dal porto, si deve dirigere la prua verso Capo Ponente e poi proseguire per altre nove miglia in direzione ovest. Se la visibilità è buona, già da Lampedusa si vedrà all’orizzonte una sagoma simile a quella di una grossa nave da trasporto. Se, invece, c’è un po’ di foschia, riusciremo a vederlo dopo un paio di miglia di navigazione.
Appena si arriva ci si rende subito conto che si tratta di un pezzo di terra di origine africana, proprio come Lampedusa, lunga una settantina di metri e larga una quarantina per un totale di circa 30.000 metri quadrati di superficie emersa, con il punto più alto a 36 metri sul livello del mare.
Fino a una ventina di anni fa ci stava saltuariamente una persona che aveva il compito di tenere efficiente il faro ma poi l’impianto è stato automatizzato e gli unici abitanti rimasti sull’isola sono le lucertole, alcune coppie di rapaci e un bel po’ di gabbiani. Si può attraccare e scendere sull’unico versante accessibile, quello orientale, in corrispondenza di una banchina in cemento lunga circa sette metri.
La particolare morfologia di quest’isolotto è tale che permette di scegliere di pescare con molteplici tecniche, sia da terra che con la barca. Da terra, seppur in pochi punti a causa dell’asperità della scogliera, a fondo, all’inglese, a spinning e a rock fishing. Dalla barca, invece, con tutti i tipi di traina, a bolentino, a drifting leggero e pesante, a vertical jigging, con i kabura, con gli inchiku, ecc. Insomma, ce n'è per tutti i gusti, basta scegliere!