
Tutto Carpa e Siluro - Numero 3 - maggio/giugno 2010
Siluro
Nascosti nel bosco
Sono le 9.30 del mattino, ci affrettiamo ad attrezzare la nostra waller bote per una nuova uscita sul grande fiume: il Po. Le canne da deriva sono posizionate nei porta canne, pronte per essere impugnate, le esche scelte con cura il giorno prima ed il sonar già acceso per poter dare una sbirciata alla temperatura dell’acqua e alla pressione atmosferica.
Risalito il fiume di una decina di chilometri, abbiamo deciso di sondare in deriva una massicciata a corrente veloce ed il fondale compreso tra i 6 ed i 9 metri di profondità. Il fiume in questa zona durante le piene scava il fondale con il risultato di far franare un breve tratto di sponda e con se numerose piante. Il settore lo conosciamo molto bene sia per la presenza di grossi siluri, sia per la facilità con cui si perdono le lenze. La deriva inizia sugli 8 metri di acqua per poi scendere velocemente a 12 metri di profondità, il difficile è pescare dietro il gradino visto che sul margine della discesa si trova un fitto intreccio di rami e radici e dietro di essi si nascondo dei siluri. Spesso il passaggio è accurato, con le esche che sfiorano i tronchi e in un punto preciso ci addentriamo in essi, ma otto volte su dieci le nostre esche si agganciano alle piante. Insomma, la sessione si presenta come una delle tante, ma il Grande Fiume riserva sempre Grandi sorprese.