
Tutto Carpa e Siluro - Numero 1 - gennaio/febbraio 2012
Tecnica
Piccoli corsi cittadini
Nel desiderio e nell'immaginario di tutti ci sono sessioni di molti giorni, in posti sperduti, abitati da carpe mastodontiche e circondati solo dai rumori della natura... Gli impegni quotidiani ci riportano però alla realtà facendoci “tristemente” realizzare che l'unica strada per dare sfogo alla nostra fervente voglia di bagnare le lenze è il compromesso.
Molto spesso però la pescata di poche ore viene snobbata e sempre più di frequente in molti decidono di lasciar riposare le proprie canne fino alla trasferta successiva. Io stesso negli anni ho gradualmente smesso di frequentare gli ambienti che ho più vicini a casa e che mi hanno visto nascere e crescere come pescatore, cercando di far incastrare tutti gli impegni per ritagliarmi sempre più sessioni da 1 o 2 notti.
Recentemente, però, con l'aumentare degli impegni mi son trovato a tornare agli albori: sul fiume dalle 6 alle 13 o, quando va bene, per l'intera domenica. Dobbiamo partire dal presupposto che negli ultimi anni il numero di carpisti è aumentato esponenzialmente e più carpisti significa più esche in acqua; più esche in acqua spesso significa pesci più grossi.
Con estremo piacere noto infatti che gli ambienti un tempo snobbati per la taglia media ridotta stiano fiorendo e sempre più spesso si sentono voci di pescioni catturati in ambienti che non ti aspetteresti.
In questo articolo non voglio però trattare della caccia al record, della pesca improntata alla cattura di quell'unico pesce oltre la magica soglia... voglio parlare invece di un carpfishing sempre più dimenticato, in cui ciò che conta è apprezzare la singola cattura indipendentemente dalla taglia e il contesto in cui è avvenuta.