
Pianeta Pesca Mare - Numero 9 - settembre 2010
Surf Casting
Surf alla veneziana
Notizie varie e frammentarie, poi qualche amico che invia alcune foto e la racconta a modo suo: ripartita, rotante, lunghissima distanza. Qualche racconto ne parla come di un qualsiasi altro litorale mediterraneo, ma ci accorgiamo che le informazioni non sono ben documentate. Sarà praticabile il surf casting nell’alto Adriatico? Sono anni che rispondiamo affermativamente, ma siamo poi certi che sia tutto simile agli altri luoghi?
Per quanto riguarda i pesci siamo comunque in Mediterraneo e sono i soliti: la specie prevalente è la mormora (che novità vero!). A seguire sono presenti in buona quantità spigole, ombrine (quelle più grandi si trovano all’interno delle lagune e qualche “benpensante” le cerca proprio lì), poi c’è una buona disponibilità di pesci piatti, passere in primis, poi sogliole e anche bellissimi rombi. In inverno non mancano i gronghi, ma sono due i pesci su cui soffermarsi, il primo a tutti noto è l’orata. Da quello che abbiamo potuto constatare e solo in parte documentare, dalle spiagge della zona si catturano orate di piccola taglia, spesso molto numerose al punto che non consentono la pesca di altri pesci. Quelle che abbiamo visto pescare sono di taglia appena consentita dalla legge, intorno ai 20-25 centimetri ma Antonio D’Ambrosio, veneto di adozione, spiega che capita anche quella prossima al chilo, mentre quelle sui cinque etti sono da considerarsi già di buona taglia. La presenza di tante oratelle di è forse spiegabile con la migrazione per la riproduzione che gli esemplari di grossa taglia fanno dalle coste istriane, caratterizzate prevalentemente da roccia, verso le coste venete prevalentemente sabbiose e ricche di lagune dove i piccoli pesci possono crescere. Qualcuna un po’ più grossa si può catturare effettuando un lancio lunghissimo e innescando bibi, ma ripetiamo che in genere si tratta sempre di esemplari di taglia limitata. L’altro pesce, questo davvero tipico di queste acque, è il palombo, qui chiamato cagnolo. Si cattura proprio nei mesi caldi e autunnali ed ha una taglia qualche volta anche abbastanza grossa, prossima ai quattro o cinque chili. La maggioranza è però rappresentata da pesciotti di trenta o quaranta centimetri che si catturano a fondo come un qualsiasi grufolatore. C’è anche da dire che ho potuto notare che non c’è una ricerca specifica di questo pesce e che l’unico accorgimento adottato per la sua cattura è rappresentato dall’esca. Il piccolo palombo è infatti ghiotto di gamberetti che abbondano nelle foci lagunari; ma il lancio a distanza del gambero risulta abbastanza problematico, quindi come esca principale è utilizzato un altro crostaceo molto diffuso in laguna: la corbola, che risulta più resistente al lancio, specie se l’innesco è sostenuto da qualche giro di filo elastico.