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Sabato, 4 Febbraio 2012
 
Willy Fishing
Jigging

Pianeta Pesca Mare  - Numero 9 - settembre 2010

Big Game

Tuna Tag

thumbQuattro uomini in barca (senza cane) - parafrasando il celebre romanzo di Jerome K. Jerome - in un punto lontano della costa toscana al largo di Livorno, con l’isola della Gorgona che si staglia all’orizzonte. Una mattinata qualunque in mare, tra amici che più che a pescare rivolgono le loro maggiori attenzioni alla cambusa raccontandosi storielle e avventure di pesca passate in giro per l’Italia e per il mondo. I pezzetti di sarda che pigramente vengono presi dalla corrente ed affondano, sfarfallando nel blu sino a sparire, sono solo un insignificante dettaglio scenografico alla stregua delle canne filate a poppa che si imbrogliano tra di loro ad ogni minimo refolo di vento o della radio che gracchia messaggi incomprensibili, inevitabili come l’arrivo dei primi gabbiani mangiaufo a tradimento.thumb E’ il quadretto tipo di una giornata tipo, passata più che altro con la voglia di godersi il mare senza dover pensare ad altro. Un doveroso preambolo tra il serio ed il faceto di una delle mille uscite senza lode e senza infamia destinate a “dar da mangiare ai pesci” e bruciare un po’ di carburante, almeno è questa, più o meno malcelata, la sensazione che si vive a bordo. Poi, come nei migliori thriller d’azione, a interrompere di colpo le chiacchiere e con la coda dell’occhio buttata pigramente sullo schermo dell’eco, quella prima traccia insolita che appare sull’LCD e che subito dopo si materializza in una ampia curva ad appena 13-15 metri sotto lo scafo! Ho giusto il tempo di dire “buttane giù una senza piombo” e già Curzio, con insospettate doti atletiche, si fionda verso la rastrelliera sull’hard top, artigliando la canna della speranza. La sardina innescata al volo ora scende a foglia, quasi senza peso, …8…9…10…11…12...non arriviamo oltre perché la cima della Stand Up Pro Italcanna custom si piega pigramente, mentre il Penn VXS inizia a gracchiare… e sin qui come da copione. E’ dopo che iniziano le comiche! Nell’ordine: a) nessuno pensa di andare a prua a mollare il gavitello dell’ancora, e ci deve andare Curzio con il tonno in canna; b) nel recuperare le altre due canne imbrogliamo ovviamente i terminali; c) difficile poi far indossare la cintura al contrario… credo che mai mi siano capitate tante baggianate tutte in una volta sola! Non sappiamo come, ma ci ricomponiamo alla svelta., Giorgio ai comandi, Pietrangelo wireman e taggatore e io che mi tolgo lestamente dalle p…e con la inseparabile macchina fotografica la cui batteria comincia a farmi l’occhiolino, ci mancava solo questa. Per fortuna il tonno collabora, prende il giusto filo per poter dire che si è impegnato a far curvare la canna per le foto d’azione, accenna soltanto qualche finto passaggio tra le eliche e dopo dieci minuti iniziano i primi giri sottobarca. E’ a galla che fa un po’ di scena da attore consumato, ma poi si lascia portare sottobordo… un leggero sussulto quando Pietrangelo gli inserisce la tag sulla schiena, ma per il resto rimane docile come un cagnolino che aspetta le carezze, e così liberato dell’amo riprende la libertà salutandoci con una scodata veloce! Il rientro silenzioso verso il porto, la flag tag che sventola sull’hard top, l’AL 30 Custom che vola a oltre 45 nodi sulle onde mentre anche noi ci disponiamo a bandiera disperatamente aggrappati ai sostegni: sono le “belle” immagini che chiudono una storia da raccontare a figli e nipoti.
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