
Fu proprio l’altra sera su Rai Tre alla trasmissione diretta da Fabio Fazio “Che tempo fa” durante l’intervista al grande Andrea Camilleri che fui colto improvvisamente da una riflessione, dopo la sua affermazione riguardo all’odore della notte, odore che cambia man mano che ci si avvicina al nuovo giorno.

Improvvisamente fui risucchiato per un attimo nella spirale dei ricordi che mi riportò alle tante notti dolci e amare passate sulle rive di qualche fiume o canale a caccia di spigole e orate proprio nel periodo estivo, quando di notte puoi percepire tutti gli odori spostati dall’aria, dal vento, sapori talvolta piacevoli quando peschiamo immersi nella natura selvaggia della foce, odori un po’ più aspri e crudeli quando ci troviamo a pescare nelle acque portuali circondati da navi e altre cose puzzolenti. In entrambi i casi, siamo a pesca delle due specie di pesci che l’indole del pescatore dulciacquicolo impone di cacciare: spigole e orate. Durante questi particolari scorci di stagione i pesci sono comunque attivi anche perché di mangiare sia nel fiume che in mare ce n’è a volontà e non sarà certo facile riuscire a beffarli.